VENEZIA 83: L’ITALIA IN CORSA PER IL LEONE D’ORO
di Elisa Grando
Uno sguardo da vicino ai cinque film italiani selezionati dalla Mostra del Cinema di Venezia per il concorso ufficiale: dall’atteso ritorno al Lido di Nanni Moretti con Succederà questa notte alla sorpresa, fra thriller e tragedia, di L’estranea di Paolo Strippoli, da Marco Bechis che agita ancora i soprusi della dittatura argentina in Ritorno a Buenos Aires alla coppia legata da amore e ossessione in The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, fino alla madre tremenda e irrespingibile raccontata da Edoardo De Angelis in Il fuoco che ti porti dentro
Il 5 settembre segnerà un ritorno storico: quello di Nanni Moretti alla Mostra, in particolare in concorso, dove manca da ben 45 anni: l’unica altra volta è stata nel 1981, con Sogni d’oro. Questa volta Moretti correrà per il Leone d’Oro con Succederà questa notte (prodotto da Sacher Film, Fandango, Rai Cinema, Bteam Prods, Irusoin, IWHT Film, Pan Cinema), tratto dalla raccolta di racconti di Eshkol Nevo Legami (Feltrinelli). Della trama, che cuce dai racconti in una storia unitaria emozioni, personaggi e relazioni, sono trapelate solo alcune suggestioni: Moretti racconta una storia d’amore, interpretata da Jasmine Trinca e Louis Garrel, «in cui una donna e un uomo si incontrano sempre nel momento sbagliato. A guidare i personaggi c’è il desiderio di una nuova occasione, c’è la volontà di credere nel fatto che la vita ci offra sempre un’altra possibilità, che ci sia sempre un tempo in cui le cose possano ancora accadere», scrive nelle note di regia.
Il 6 settembre arriva uno dei film più misteriosi della Mostra: The Echo Chamber di Andrea Pallaoro (prodotto da Indigo Film con Rai Cinema e Versus Production), altra storia d’amore «in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi», anticipa Pallaoro nelle sue note. I protagonisti sono Leo (Luca Marinelli) e Anne (Alicia Vikander): si inseguono, si sfiorano, si perdono. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Susan Sarandon compare nell’ambiguo personaggio di Ava, presenza che attraversa il tempo. Per Pallaoro, maestro dei drammi famigliari in un interno, è il primo film tratto da una sceneggiatura che non ha ideato personalmente: «Questa distanza», afferma il regista, «mi ha consentito di avvicinarmi, in modo nuovo, a temi che mi affascinano da molto tempo: il fragile e spesso impercettibile confine tra intimità e dipendenza, affetto e ossessione, cura e controllo. The Echo Chamber parla delle tracce che le persone lasciano le une nelle altre – ricordi, ferite, desideri, dipendenze – e del modo in cui le relazioni possono diventare spazi sia di rifugio sia di prigionia».
L’estranea di Paolo Strippoli (prodotto da Propaganda, Rai Cinema, Dinamo Film, Kazak Productions e Tarantula), una delle sorprese italiane di quest’anno, si rivelerà al pubblico il 7 settembre. Strippoli, che da sempre sperimenta con i codici del cinema di genere, intreccia thriller psicologico e tragedia famigliare con la storia dal sapore faustiano di una madre, interpretata da Jasmine Trinca, che rivela alla figlia (Romana Maggiora Vergano) un segreto vecchio di vent’anni: un patto fatto con un’estranea (Valeria Bruni Tedeschi) proprio per salvare la vita della sua bambina. «L’estranea racconta di una madre che ha bisogno di avere il controllo sul destino dei propri figli e, pur di non arrendersi all’idea che questo sia impossibile, lo affida a una donna di cui non sa nulla», dice Strippoli. «Questa estranea le offre la possibilità di decidere, ed è tutto ciò che Anna chiede: poter sconfiggere la spaventosa casualità dell’esperienza umana. La domanda che più di tutte mi ha guidato in questa storia è: quanto male possiamo compiere, scambiandolo per amore?».
Il 9 settembre Edoardo De Angelis torna per la seconda volta in competizione, dopo aver corso per il Leone d’Oro con Comandante nel 2023: lo fa con Il fuoco che ti porti dentro (prodotto da Picomedia con Rai Cinema), ispirato al romanzo di Antonio Franchini (Marsilio), su Angela, una madre forse insopportabile, certo impossibile da ignorare. «Angela è un personaggio che mi attrae e mi repelle, come tutto ciò che per me davvero conta», scrive il regista nelle sue note. «Per fare fronte ad Angela, mi resta solo un’arma: il cinema». La interpreta Venezia Scalera mentre il figlio, e voce narrante del libro, è incarnato da Lino Musella: il regista implode il loro rapporto tempestoso, fatto di amore e repulsione, vicinanza e fuga, in una cena di Natale che diventerà una resa dei conti. Attorno al tavolo con loro il resto della famiglia, interpretata da Elena Radonicich, Ivana Lotito, Tommaso Ragno.
Infine l’11 settembre calcherà nuovamente il red carpet del Lido Marco Bechis, a diciotto anni dalla prima volta in concorso con Birdwatchers – La terra degli uomini rossi: stavolta, con Ritorno a Buenos Aires (prodotto da Fandango, 39 Films, Karta Film, con Rai Cinema e 34 Filmes), il regista ci riporta al Garage Olimpo del suo film del 1999. È il passato che riemerge: il protagonista, Mariano Guerra (Adriano Giannini), torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. È uno dei pochi sopravvissuti, non ha mai smesso di portare il peso di quella tragedia. È ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia, aspetta di deporre, ma intanto il passato ricomincia ad agitare le sue ombre. È un ritorno in Argentina anche per il regista, dopo cinquant’anni, «con una storia che non è la mia, ma che nasce da una ferita che conosco», dice nelle note di regia. «Anch’io sono stato sequestrato durante la dittatura argentina, ma Mariano non sono io. Ho scelto la finzione perché a volte è l’unico modo per avvicinarsi a una verità che la memoria, da sola, non riesce a raccontare».