GIORNATE DEGLI AUTORI: I FILM ITALIANI CHE ATTRAVERSANO IL PRESENTE E LA STORIA
Un titolo in concorso, Balcanica di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis, tre eventi speciali e la carrellata di nove titoli dello spazio off Notti veneziane: il programma della 23ma edizione, dedicata a Giorgio Gosetti
Queste Giornate degli Autori 2026, promosse da ANAC e 100autori, saranno le prime, dalla loro nascita, senza Giorgio Gosetti. A lui è dedicata questa 23ma edizione, ricca anche di film italiani. In concorso, per l’Italia, c’è Balcanica di Nicola Sorcinelli (4 settembre), prodotto e interpretato da Matilda De Angelis nel ruolo di una dottoressa italiana che incrocia sulla rotta balcanica il direttore d’orchestra Nazar (Babak Karimi) e suo figlio Jalil (Ivar Wafaei), giovane suonatore di tuba, costretti a lasciare il loro paese, l’Afghanistan, quando la musica viene messa al bando. Tra gli eventi speciali, il documentario di Francesca Archibugi Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo (6 settembre), ritratto privato dell’intellettuale e critica d’arte che reinventò il linguaggio del femminismo in Italia, Il massacro di Cosimo Messeri (8 settembre) che, tra autofiction e documentario, ricontatta le donne conosciute sulle app di dating durante un periodo di inattività nel cinema, e Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi (9 settembre), con Luca Tanganelli e Giorgio Colangeli, storia partigiana ambientata nell’inverno del 1944.
La sezione Notti veneziane, spazio off realizzato in accordo con Isola Edipo, riunisce 9 titoli. Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo (4 settembre) racconta la storia vera di Fernanda Wittgens (interpretata da Sara Drago), la prima direttrice della Pinacoteca di Brera che salvò decine di opere d’arte durante la guerra, mentre Auber 89 di Giuseppe Schillaci (10 settembre) è una coproduzione franco-italiana che ripercorre la riqualificazione di una banlieue parigina, Aubervilliers, negli anni Ottanta attraverso filmati d’epoca e l’attore Fatsah Bouyahmed che lì aveva vissuto da ragazzo. Domenica capitale (genere domenicale) di Giovanna Giuliani (7 settembre) si mette in ascolto del giorno di riposo per eccellenza che può anche, per molti, essere lavorativo, Il mestiere di Beppe Tufarulo (9 settembre) è la storia, in un Sud surreale, di un ragazzo e di un uomo che trapianta cuori meccanici negli anziani defunti per permettere alla famiglia di continuare a riscuotere la pensione, La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini (8 settembre) ci porta tra le dune tra i campi profughi del popolo sahrawi, mentre Memoria del lampo di Riccardo Giacconi (5 settembre), è il racconto sonoro di una giornalista radiofonica che rievoca il delitto di una ragazza in un paesino dell’Italia centrale. Infine Scarpe rotte di Roberta Torre (3 settembre), con Barbara Ronchi, racconta l’attesa e la speranza di due donne nella loro casa, durante la Seconda Guerra Mondiale, Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri (6 settembre) segue tre mesi nella vita di una giovane attrice a Roma e Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti (11 settembre) va alla ricerca dell’eredità della civiltà contadina nei territori della Lucania.