SPECIALE ROMA - I FILM ITALIANI ALLA FESTA DEL CINEMA E AD ALICE NELLA CITTÀ
foto Luca Dammicco


GRAND PUBLIC: I MAGNIFICI 13 DEL CINEMA ITALIANO

La selezione di film per il grande pubblico propone tredici titoli italiani, tra i quali Se domani non torno in coproduzione con Alice nella città, tra commedie sentimentali, ritratti d’artista, debutti alla regia e molti film nati dalle pagine di un libro


Presentato nella sezione Grand Public, insieme ad altri dodici titoli italiani, Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese è il film di apertura della Festa del Cinema di Roma: il regista, maestro nel raccontare gli intrecci corali del destino, segue stavolta tre coppie sconosciute, accomunate dalla gabbia di sicurezze costruita nella vita, costrette da un evento inatteso a riordinare cuore e anima. Nel cast Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria. È invece presentato in coproduzione con Alice nella Città Se domani non torno di Paola Randi, il film su Giulia Cecchettin, interpretata da Sabrina Martina: dalla scomparsa di Giulia, l’11 novembre 2023, alla scoperta del suo omicidio, fino al dolore immenso che una famiglia come tante ha saputo affrontare trasformandolo in un grido collettivo d’impegno contro la violenza di genere. Filippo Timi è il padre Gino Cecchettin, Tecla Bossi interpreta la sorella Elena e Tommaso Allione il fratello Davide.

Desiderio, il secondo film da regista di Michela Cescon, è liberamente ispirato al romanzo di Giorgio Montefoschi: dopo essersi innamorati ventenni nella Roma di fine anni ’80, Matteo (Enrico Borello) e Livia (Romana Maggiora Vergano) si rincontrano: lui è giornalista, sposato e padre di due figli, lei nasconde un segreto. Il loro amore, diventato adulto, deve fare i conti con le responsabilità e le scelte del presente. È una commedia colorata È andata così di Gianni Zanasi: Cecilia (Valentina Lodovini) è costretta a convivere in un casolare isolato con i tre uomini più importanti della sua vita, interpretati da Michele Riondino, Valerio Mastandrea e Leonardo Lidi, tra assistenti sociali, gatti fuggiti, uno strozzino e qualche spettro, fino a ritrovare la leggerezza del “è andata così”. Con Je so’ pazzo Nicola Prosatore firma il ritratto intimo di Pino Daniele (Massimiliano Caiazzo), per raccontare come col suo genio ha rivoluzionato la musica fondendo blues, jazz e tradizione partenopea, ma anche come ha combattuto i suoi fantasmi, dall’infanzia segnata dall’abbandono al rapporto irrisolto con il padre, nella costante ricerca di una riconciliazione con le proprie radici.

In Me, You, in anteprima mondiale, coproduzione italo-francese, il regista Bille August adatta il romanzo “Tu, Mio” di Erri De Luca: nel 1950, a Ischia, il quattordicenne londinese Marco (Kolbjörn Skarsgård) incontra Caia (Sonia Ammar), ebrea rimasta orfana in guerra: tra loro nasce un percorso di crescita che affronta anche le cicatrici del conflitto. Nel cast ancora Massimiliano Caiazzo, insieme a Valentina Cervi, Laura Morante e Tim Roth. Scelgono come sempre l’ironia, stavolta virata al surreale, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con Il ministero dell’amore: Pif è un cronista parlamentare nella quale mente alberga un vero e proprio Consiglio dei Ministri che governa i suoi sentimenti con decreti emotivi; quando la storia con Claudia (Alessandra Mastronardi) vacilla, il “Governo Aldo” precipita nella crisi. Tra gli scranni nella mente di Pif, anche Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti e Angela Finocchiaro. Sceglie la strada della commedia sentimentale Daniele Luchetti con Noi, un po’ meglio, entrando in casa del posato Simone (Elio Germano) e dell’anticonformista Lucia (Maria Chiara Giannetta), coppia innamorata ma diversissima: le loro differenze verranno a galla in modo ancora più radicale nel percorso per adottare un bambino.

L’ora di tutti, liberamente tratto dal romanzo di Maria Corti, è invece il film d’esordio alla regia di Stefania Rocca, che rilegge il sacco di Otranto del 1480 come archetipo di ogni guerra: dopo la morte del marito e la partenza dell’amante spagnolo, Idrusa (Alice Pagani) guida le donne verso il fronte sulle mura, per combattere e resistere nella città assediata. È tratto da un romanzo, quello di Irene Graziosi, anche Il profilo dell’altra di Francesco Bruni: racconta la relazione simbiotica e conflittuale tra Antonia (Pilar Fogliati), scrittrice che ha smesso di scrivere e fa la cameriera a Milano, e la diciottenne content creator Cecilia (Ginevra Francesconi). Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann porta il pubblico in una tenuta marocchina dove la governante Leila (Nisrin Erradi) e la signora Isabelle (Fanny Ardant) custodiscono un ordine perfetto, che si incrina quando la sorella di Leila svela un segreto del passato. La sera a Roma di Enrico Vanzina, invece, è un giallo ambientato in una Roma elegante e decadente con Massimo Ghini nei panni del giornalista Federico che dovrà dimostrare la sua innocenza di fronte all’omicidio di un giovane attore che, poche ore prima del delitto, aveva invitato a casa sua. Infine, si ride nella commedia nera Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno, tratto da Death at a Funeral di Dean Craig: nel giorno del funerale del patriarca dei Mancuso, i figli Daria (Claudia Pandolfi) e Riccardo (Pietro Sermonti) fanno i conti con rancori e segreti, in un susseguirsi di rivelazioni ed equivoci grotteschi. Nel cast anche Stefano Fresi, Diego Abatantuono e Stefania Sandrelli.