ITALIAN GLOBAL SERIES, CHIARA SBARIGIA: «PORTIAMO LA GRANDE SERIALITA' SULLA RIVIERA ROMAGNOLA»
di Elisa Grando
Dal 3 all’11 luglio, a Rimini e Riccione, torna il festival che porta al pubblico e ai players dell’industria le migliori serie internazionali in anteprima con tanti ospiti, dal Premio Oscar John Ridley a Sabrina Ferilli, da Marco Giallini a Lino Banfi. «Un appuntamento indispensabile per valorizzare, anche attraverso i Premi Maximo, tutte le professionalità legate alla serialità», dice Chiara Sbarigia, Presidente di APA – Associazione Produttori Audiovisivi. «Proponiamo un punto di incontro internazionale: con la qualità che abbiamo imparato a produrre nelle serie, gli italiani sono all’altezza di confrontarsi con il resto del mondo»
Autori, attori, produttori e creativi dalla serialità di tutto il mondo stanno per riunirsi nel luogo per eccellenza del divertimento estivo, la riviera romagnola: torna a Rimini e Riccione, dal 3 all’11 luglio, Italian Global Series, il festival che porta al pubblico e agli addetti ai lavori le migliori serie internazionali in anteprima. Un appuntamento estivo che diventa osservatorio privilegiato sulla serialità globale, con in Concorso 21 serie provenienti da 15 diversi Paesi, ma anche spazio di confronto tra i talenti del settore e l’industria in un momento strategico nel calendario del mercato europeo, prima del lancio autunnale delle grandi serie. La madrina dell’Italian Global Series sarà proprio un’attrice che ha legato il suo successo anche a serie televisive amatissime, come Doc – Nelle tue mani: Matilde Gioli. Il festival, diretto da Marco Spagnoli e voluto dalla Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, è ideato e organizzato da APA (Associazione Produttori Audiovisivi) in collaborazione con Cinecittà e con il supporto del Ministero della Cultura.
«Quando abbiamo inventato il festival nel 2003, prima col nome di Venice Fiction Fest poi di Rome Fiction Fest, non ne esisteva un altro simile», dice Chiara Sbarigia, Presidente di APA e membro della giuria dei Premi David di Donatello. «Dopo sette anni in cui non abbiamo potuto realizzarlo, lo scorso anno la Regione Emilia Romagna e il Ministero della Cultura ci hanno voluto ridare fiducia. Oggi altri festival riservano degli spazi alla serialità, ma c’è ancora bisogno di un appuntamento come questo che rappresenti a tutto tondo un intero sistema della nostra industria». Ed eccoci quindi alla seconda edizione nel nuovo format, forte anche di un premio speciale dedicato specificatamente alla serialità: il Premio Maximo. «Abbiamo sempre pensato che fosse utile un punto di incontro internazionale: con la qualità che hanno raggiunto nella produzione, gli italiani sono all’altezza di confrontarsi con il resto del mondo», aggiunge Sbarigia. «Del resto l’arrivo delle piattaforme, il fatto di rivolgersi a un pubblico mondiale ci ha obbligati a ragionare sulla produzione di contenuti su scala globale».
Da sinistra Marco Spagnoli, Lucia Borgonzoni, Matilde Gioli, Michele De Pascale, Chiara Sbarigia, Duccio Forzano e Kaze
Quello della serialità, fa notare la Presidente di APA, «è un mercato sui generis, i contratti spesso si concludono in una fase iniziale e un appuntamento come questo è indispensabile per valorizzare tutte le professionalità. Anche per questo ci accompagna la partnership importante della SIAE, in rappresentanza dei creatori, perché al festival interverranno tantissimi sceneggiatori e show runner internazionali, tra i quali John Ridley, Premio Oscar per 12 anni schiavo, che dialogherà con Carlton Cuse, showrunner di serie iconiche come Lost e Jack Ryan». A Robert Powell, l’iconico protagonista del Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli omaggiato a 50 anni dalla messa in onda, e Carlton Cuse saranno assegnati i Maximo Excellence Award, così come ad artisti e professionisti italiani che il pubblico ha amato anche grazie alla grande serialità: Sabrina Ferilli, Marco Giallini, Lino Banfi, che celebrerà il suo novantesimo compleanno proprio al festival, lo scrittore Francesco Piccolo e il produttore Roberto Sessa.
Tra le novità di questa edizione, la creazione di una Summer School e un pitch speciale dedicato alle serie crime «rappresentano in un certo senso due facce della stessa medaglia», dice Sbarigia. «Il pitch per le serie crime è un bando al quale potevano partecipare i produttori che non avessero mai fatto serialità o che potranno fare un pitch ai loro colleghi e ai commissioner. Volevamo mettere nel mercato un po’ di idee nuove, offrire uno spazio di relazione in più. Così sarà anche per le ragazze e i ragazzi della Summer School che portiamo al festival in accordo con tante università come quella di Bologna, la Luiss, Lumsa, la Scuola Luchino Visconti, il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Cattolica di Milano. Ospitiamo noi questi studenti: seguiranno i lavori della giuria e dei pitch, e alla fine assegneranno un nuovo premio: il Maximino Award».
I Premi Maximo del Concorso Internazionale, articolato nelle tre sezioni Drama, Comedy e Limited Series, saranno attribuiti invece dalle tre giurie guidate dal regista e sceneggiatore candidato all’Oscar e a tre Emmy Nicholas Meyer, dalla produttrice Marti Noxon (Buffy l’ammazzavampiri, Prison Break, Grey’s Anatomy, Mad Men) e dall’attore e drammaturgo Bruno Goeury (Emily in Paris, The White Lotus), coadiuvati dai giurati Victor Alli, Pier Giorgio Bellocchio, Assaad Bouab, Rudy Buttignol, Katia Fellin, Francesca Inaudi, Kaze, Maurizio Lombardi, Lisa Mulcahy, Pivio, Tom Wlaschiha e la star di Mentalist e Scarpetta Amanda Righetti.
In concorso ci sono anche tre anteprime mondiali italiane, tutte targate Rai Fiction: I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere di Kiko Rosati, con Elena Sofia Ricci, nella sezione Drama, One of Us di Andrea Rebuzzi, con Raoul Bova nella sezione Limited Series, e Una piccola formalità di Davide Marengo, con Pilar Fogliati nella sezione Comedy.
.